HR Inside - News e approfondimenti Le regole del lavoro cambiano. Fatti trovare pronto.
Le novità che contano per chi gestisce il personale: quelle che riguardano la tua azienda, i tuoi dipendenti, le tue buste paga, spiegate da chi le applica ogni giorno.
Esplora per argomento o CCNL10 Settembre 2026
L’accordo del 30 giugno 2026 integra il paragrafo Fon.Te dell’art. 10 del CCNL somministrazione – per i lavoratori assunti dal 1° luglio l’incentivo passa dall’adesione tacita a quella esplicita, con la bilateralità di settore che finanzia la posizione individuale al 3% in aggiunta al TFR. Chi resta sulle vecchie condizioni, come si compone il 3% e cosa cambia in busta paga.
9 Settembre 2026
Il decreto interministeriale 4 settembre 2026, pubblicato l’8 settembre, adotta il Modello TFR3 ufficiale da consegnare ai lavoratori assunti con decorrenza successiva al 30 giugno 2026 – struttura invariata rispetto al modulo provvisorio di luglio, due modifiche di formulazione e gli stessi 60 giorni per scegliere. Cosa contiene, come si compila e cosa deve fare il datore di lavoro.
9 Settembre 2026
Dal 7 giugno 2026 è in vigore il D.Lgs. 96/2026, che attua la Direttiva (UE) 2023/970: fascia retributiva negli annunci, stop alle domande sullo stipendio precedente, criteri retributivi conoscibili, clausole di segretezza nulle e reporting sul divario di genere dai 100 dipendenti. Il flusso operativo in cinque fasi, con soglie e scadenze.
9 Settembre 2026
Le prime settimane di un rapporto di lavoro decidono molto di quello che viene dopo: se la persona resta, quanto in fretta diventa produttiva, che idea si porta dietro dell’azienda. Nel frattempo corrono scadenze di legge che non aspettano nessuno, dalla comunicazione obbligatoria alla formazione sicurezza, e che se saltate si pagano in sanzioni, contenzioso e incentivi persi. Il punto è che quasi tutte le aziende presidiano bene il primo binario e improvvisano il secondo: il giorno 1 diventa una giornata di firme, il piano dei primi mesi non esiste, e a sei mesi ci si ritrova a rifare la selezione. Questa guida mette adempimenti ed esperienza sullo stesso calendario, fase per fase, dalla firma del contratto ai primi 90 giorni.
8 Settembre 2026
Dal 21 settembre 2026 le imprese possono chiedere un contributo pubblico per certificarsi secondo la UNI/PdR 192:2026, la prassi di riferimento sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro. L’avviso è promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Unioncamere come soggetto attuatore, e mette a disposizione 7,5 milioni di euro.
8 Settembre 2026
Il contratto della metalmeccanica CONFIMI ha un’ipotesi di rinnovo. Per le aziende che lo applicano non è solo una questione di minimi: l’intesa mette in fila una scaletta di aumenti che arriva al 2028, alza il welfare contrattuale, riscrive da zero il sistema di inquadramento con effetto dal 2029 e introduce vincoli nuovi su contratti a termine e somministrazione. Sono novità che vanno lette adesso, perché alcune chiedono di programmare per tempo – la riclassificazione dell’intero organico va comunicata entro il 31 dicembre 2028 – e altre incidono già sulle assunzioni del 2027.
7 Settembre 2026
L’auto aziendale in uso promiscuo cambia regole per la terza volta in sei anni. Il Decreto Omnibus, pubblicato in Gazzetta l’11 agosto 2026, aggiunge al criterio per alimentazione due variabili che incidono subito sulla busta paga: l’età del veicolo, con una maggiorazione del 50% oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione, e gli accessori non valorizzati nelle tabelle ACI, che portano un ulteriore +5%. Cambia anche il trattamento dei veicoli riassegnati, ora attratti dal forfetario, e si allunga al 31 dicembre 2025 la finestra della clausola di salvaguardia CO2. Le nuove regole valgono già per il periodo d’imposta 2026: le prime interessate sono le auto immatricolate nel 2020, comprese quelle in regime CO2. Tabelle, time-line dal 2020 a oggi, cinque esempi di calcolo e la checklist di verifica sulla flotta prima del conguaglio.
7 Settembre 2026
La legge 112/2026 lega le retribuzioni all’inflazione quando il contratto resta senza rinnovo oltre nove mesi e porta il codice CNEL in busta paga.
7 Settembre 2026
L’INPS cambia le regole per il calcolo dell’indennità di malattia. Da oggi il giorno prima del certificato può essere riconosciuto anche se la visita è avvenuta in ambulatorio e non solo a domicilio. Spieghiamo cosa cambia per il calcolo della carenza e per la gestione delle assenze in azienda.
7 Settembre 2026
Con la nota del 24 giugno 2026 l’INL detta le prime regole pratiche per le Commissioni territoriali che devono valutare le richieste di recupero crediti della patente prevista dall’art. 27 del D.Lgs. 81/2008. Per le imprese di cantiere cambia tutto: ora c’è un percorso chiaro, con tempi, requisiti e importi da rispettare.
30 Luglio 2026
Lo straordinario è la voce che più spesso trasforma una verifica ispettiva di routine in un accertamento pesante. Non tanto per la sanzione sul singolo sforamento, che resta contenuta, quanto per l’effetto a catena che innesca: superata la soglia, l’ispettore ricostruisce l’orario effettivo, riqualifica le voci retributive, recupera i contributi in regime di evasione e – in presenza di denunce non conformi al vero – apre un fascicolo penale. Questa scheda mette in fila il quadro normativo, le sanzioni e i punti dove le aziende si espongono di più.
2 Luglio 2026
Con il messaggio n. 2183 del 1° luglio 2026 l’INPS comunica il rilascio della procedura telematica per le domande di congedo di paternità obbligatorio a pagamento diretto e di congedo parentale dei lavoratori residenti all’estero. Vediamo cosa cambia per le aziende con personale distaccato o trasferito fuori Italia.
17 Giugno 2026
La previdenza complementare cambia logica. Per anni il silenzio del lavoratore ha prodotto un effetto limitato – il conferimento tacito del solo TFR, dal settimo mese, in un comparto garantito. Dal 1° luglio 2026 quello stesso silenzio produce un’adesione piena, con contribuzione datoriale e contributo del lavoratore, retroattiva alla data di assunzione. È un cambio di paradigma che sposta sul datore di lavoro una serie di adempimenti nuovi, da gestire fin dal primo giorno del rapporto.
1 Giugno 2026
La trasparenza retributiva cambia il modo in cui si assume e il modo in cui si spiega uno stipendio. Fino a ieri la retribuzione era, nella pratica delle selezioni, una variabile negoziale opaca: si chiedeva quanto guadagnava il candidato e si costruiva l’offerta di conseguenza. Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea ribalta l’impostazione: la fascia va dichiarata prima, lo storico non si può chiedere e i criteri retributivi devono essere accessibili. Per le imprese sopra le soglie dimensionali arriva poi un obbligo di comunicazione dei divari che, nel tempo, renderà pubblicamente confrontabili i numeri.
29 Maggio 2026
Le ferie arretrate sono una di quelle voci che, finché restano in un prospetto, sembrano innocue. Non lo sono: superato il termine di fruizione scatta l’obbligo di versare i contributi in anticipo rispetto al godimento, il residuo pesa in bilancio come debito destinato a rivalutarsi e, se il mancato godimento non dipende dal lavoratore, si apre anche un profilo risarcitorio. Vale la pena rimettere in ordine le regole e programmare per tempo, invece di inseguire la scadenza.
10 Aprile 2026
Dal 12 gennaio 2025, con l’entrata in vigore della legge n. 203/2024 (Collegato Lavoro), l’art. 26 del D.Lgs. 151/2015 contiene la disciplina delle dimissioni per fatti concludenti (comma 7-bis), che consente al datore di considerare cessato il rapporto per volontà del lavoratore in caso di assenza ingiustificata prolungata, anche in mancanza di dimissioni formali. A distanza di oltre un anno, la prassi amministrativa e le prime pronunce di merito hanno chiarito alcuni aspetti e ne hanno aperti altri: il risultato è un istituto utile ma da maneggiare con metodo, perché l’attivazione prematura può essere riqualificata come licenziamento.
30 Gennaio 2026
Dal punto di vista del diritto del lavoro la malattia è uno stato di alterazione della salute che provoca un’assoluta o parziale incapacità di svolgere l’attività lavorativa. È una definizione semplice che apre però su una gestione tutt’altro che semplice: due tutele parallele – conservazione del posto ed erogazione economica – che si intrecciano con le previsioni del contratto collettivo, con la ripartizione dell’onere tra INPS e datore di lavoro e con un sistema di controlli sanzionato. Questa scheda mette in fila tutti i passaggi, dal certificato al comporto.
31 Dicembre 2025
La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) è in vigore dal 1° gennaio 2026.
11 Dicembre 2025
Un esonero contributivo può valere migliaia di euro per ogni assunzione, ma non è un diritto automatico. La legge fissa condizioni generali che valgono per quasi tutti gli incentivi e condizioni specifiche per ciascuno, e l’INPS le verifica anche a distanza di anni. Un diritto di precedenza non rispettato, una cassa integrazione in corso nello stesso reparto o una comunicazione di assunzione inviata in ritardo bastano a far perdere l’agevolazione, con recupero delle somme e sanzioni civili. Con il bonus giovani e il bonus donne in scadenza a fine anno, molte aziende stanno chiudendo assunzioni agevolate in queste settimane. Ecco le regole da controllare prima di firmare.
29 Ottobre 2025
La legge di bilancio 2025 aveva previsto un esonero contributivo per le lavoratrici madri con almeno due figli, ma senza il decreto attuativo la misura non è mai partita. Al suo posto, per il 2025, il D.L. 95/2025 ha introdotto un’integrazione al reddito di 40 euro per ogni mese di lavoro, pagata direttamente dall’INPS. Con la circolare n. 139 del 28 ottobre 2025 l’Istituto ha dato le istruzioni e aperto le domande, con tempi stretti: 40 giorni. Il bonus non passa dalla busta paga, ma molte dipendenti chiederanno all’azienda se ne hanno diritto. Serve soprattutto distinguerlo dall’esonero contributivo per le madri con tre figli a tempo indeterminato, che invece si applica nel cedolino.
15 Ottobre 2025
L’apprendistato resta lo strumento più conveniente per inserire un giovane da formare: contributi ridotti per tutta la durata, possibilità di inquadrare fino a due livelli sotto quello finale, benefici che proseguono per un anno dopo la conferma. In cambio l’azienda si assume un obbligo formativo vero, con un piano scritto, un tutor e una formazione documentata. Chi usa l’apprendistato come un contratto low cost senza formazione rischia di restituire i contributi con una maggiorazione del 100% e di vedersi riqualificare il rapporto. Le regole sono quelle degli articoli da 41 a 47 del D.Lgs. 81/2015, completate dai contratti collettivi e dalle discipline regionali.
4 Ottobre 2025
Le regole generali sui permessi elettorali sono semplici; applicarle in busta paga lo è meno. La stessa nomina a scrutatore produce effetti diversi se il dipendente lavora dal lunedì al venerdì o dal lunedì al sabato, se lo scrutinio finisce prima o dopo la mezzanotte e se il contratto collettivo prevede regole particolari per il sabato. Con le elezioni regionali del Veneto di domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025 questi casi si ripresenteranno in molte aziende, e lo stesso schema vale per comunali, ballottaggi, europee e referendum. In questa guida trovate il calendario tipo, il calcolo della quota aggiuntiva e i punti da verificare nel CCNL, a partire dal Commercio.
23 Settembre 2025
Il collocamento mirato è uno degli obblighi più sottovalutati dalle aziende che crescono. Basta superare i 15 dipendenti computabili perché scatti la quota di riserva, e da quel momento ci sono 60 giorni per coprirla. Superato il termine, la sanzione di 196,05 euro corre per ogni giorno lavorativo e per ogni lavoratore mancante, e in un anno può superare i 49.000 euro per una sola scopertura. L’obbligo però non è solo un costo. Con la chiamata nominativa l’azienda sceglie il lavoratore, con le convenzioni programma gli inserimenti nel tempo e con gli incentivi INPS e INAIL può recuperare una parte rilevante del costo.
3 Settembre 2025
Il licenziamento è l’atto con le conseguenze più pesanti nella gestione del personale, e gli errori costano. Negli ultimi anni la Corte costituzionale ha ridisegnato più volte il sistema delle tutele: ha ampliato i casi di reintegrazione e, con la sentenza n. 118 del 2025, ha cancellato il tetto di sei mensilità per le piccole imprese, portando il rischio economico fino a 18 mensilità anche per chi ha meno di 16 dipendenti. Per l’azienda la difesa migliore resta la stessa: una procedura corretta, una motivazione chiara e documentata e una valutazione preventiva del rischio prima di intimare il recesso.
24 Luglio 2025
La parità retributiva tra donne e uomini è un principio già scritto nella legge, ma difficile da verificare. La direttiva europea 2023/970 cambia prospettiva: impone trasparenza sulle retribuzioni fin dalla selezione del personale, dà ai lavoratori il diritto di conoscere le medie retributive per genere e obbliga le imprese più grandi a misurare e comunicare il divario. L’Italia deve recepirla entro il 7 giugno 2026 e il decreto attuativo non è ancora stato presentato, ma i contenuti essenziali sono già fissati dalla direttiva. Prepararsi per tempo conviene: molte aziende dovranno rivedere annunci, colloqui, sistemi di inquadramento e politiche di premi e superminimi, e in caso di contestazione sarà l’impresa a dover dimostrare di non discriminare.
14 Luglio 2025
Premiare chi porta risultati si può fare in due modi, e la differenza non è solo di nome. Il premio di risultato è uno strumento collettivo: nasce da un accordo sindacale, misura il miglioramento dell’azienda e, se rispetta le regole, gode di una tassazione di favore. L’MBO è uno strumento individuale: fissa obiettivi alla singola persona con una lettera e segue la tassazione ordinaria. La differenza è concreta: fino al 2027 il premio di risultato sconta un’imposta del 5% entro 3.000 euro, mentre un MBO di pari importo può perdere oltre un terzo del valore tra IRPEF e addizionali. Vediamo requisiti, rischi e numeri per scegliere lo strumento giusto, o per combinarli.
3 Luglio 2025
L’ondata di calore di questi giorni ha spinto molte Regioni a intervenire con ordinanze per chi lavora all’aperto. Il Veneto ha recepito con il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 32 del 30 giugno 2025 le linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e, con l’ordinanza del 1° luglio 2025, ha fermato le attività più esposte nelle ore centrali della giornata. Il 2 luglio anche il Ministero del Lavoro e le parti sociali hanno firmato un protocollo quadro nazionale sulle emergenze climatiche. Per le aziende agricole, edili e per le cave il divieto è operativo da oggi, 3 luglio, ma non vale tutti i giorni: dipende dalla mappa del rischio. Ecco come funziona e come organizzare orari, squadre e retribuzioni.
15 Maggio 2025
L’esonero per l’assunzione dei giovani era stato annunciato con il decreto Coesione del 2024, ma per mesi le aziende hanno assunto senza poterlo applicare. Con il decreto interministeriale n. 66/2025 e la circolare INPS n. 90 del 12 maggio 2025 il Bonus Giovani diventa operativo: dal 16 maggio si può presentare la domanda, anche per i rapporti avviati da settembre 2024. Il vantaggio è rilevante, fino a 6.000 euro l’anno per 24 mesi, ma non è automatico: bisogna verificare la storia lavorativa del giovane, l’assenza di licenziamenti recenti e la disponibilità delle risorse, che l’INPS assegna in base alle domande. Ecco requisiti, importi e passaggi da seguire.
14 Maggio 2025
Le ferie arretrate sono uno di quei problemi che crescono in silenzio. Il dipendente rinvia, l’azienda ha picchi di lavoro, e dopo qualche anno in busta paga compaiono decine di giorni residui. Il costo non è solo organizzativo. Scaduti i 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione, l’azienda deve versare i contributi su ferie che il lavoratore non ha ancora goduto, e in bilancio resta un debito che si rivaluta con gli aumenti retributivi. Per le ferie maturate nel 2023 il termine è il 30 giugno 2025: chi non le fa godere entro quella data deve versare i contributi entro il 20 agosto. Ci sono ancora sei settimane per pianificarle, e farlo ora costa meno che pagarle poi.
13 Maggio 2025
Referendum, elezioni europee, regionali, comunali: ogni volta che si vota, qualche dipendente viene nominato scrutatore o si presenta come rappresentante di lista, e l’ufficio del personale deve gestire assenze, riposi e buste paga. Le regole sono sempre le stesse e risalgono al testo unico sulle elezioni politiche e alla legge 69 del 1992: il dipendente ha diritto di assentarsi, la giornata lavorativa è pagata e il lavoro al seggio nei giorni di riposo va compensato. Domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025 si vota per cinque referendum abrogativi, quattro dei quali riguardano proprio il lavoro: molte aziende dovranno gestire dipendenti impegnati ai seggi. Ecco cosa spetta al lavoratore, cosa deve fare l’azienda e, in sintesi, su cosa si vota.
6 Maggio 2025
La legge di bilancio 2025 ha cambiato il modo di tassare le auto aziendali concesse ai dipendenti anche per uso privato. La percentuale non dipende più dalle emissioni di CO2 ma dal tipo di alimentazione, con un forte vantaggio per elettriche e ibride plug-in e un aumento per le auto a benzina e diesel. A fine aprile la legge di conversione del decreto Bollette ha introdotto una clausola di salvaguardia per le auto ordinate nel 2024 e consegnate nel primo semestre 2025. Per chi gestisce una flotta la data da guardare è diventata decisiva: conta quando l’auto è stata ordinata, quando è stata immatricolata e quando è stato firmato l’atto di assegnazione. Ecco come orientarsi, con esempi di calcolo.
29 Aprile 2025
Buoni carburante, rimborso delle bollette, retta dell’asilo nido, fondo sanitario, abbonamento al bus: per il dipendente sono tutti benefit, per il fisco no. Il TUIR li divide in due famiglie con logiche quasi opposte. I fringe benefit si possono riconoscere anche a una sola persona, ma sono esenti solo entro una soglia annua che, se superata, rende imponibile tutto. Il welfare aziendale non ha un tetto complessivo, ma perde l’esenzione se non è rivolto a tutti o a categorie omogenee, oppure se prende il posto dello stipendio. Dal 2025 la legge di bilancio ha alzato per tre anni le soglie dei fringe benefit, ha introdotto un tetto speciale per i neoassunti che si trasferiscono e ha confermato l’imposta al 5% sui premi di risultato, che si possono anche convertire in welfare. Vediamo come usare correttamente le due leve senza trasformare un vantaggio in un costo.
16 Aprile 2025
Tra le misure per la natalità della legge di bilancio 2025 c’è un contributo semplice da capire: 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato da quest’anno. Semplice, però, non vuol dire automatico. Servono requisiti di cittadinanza, residenza e ISEE, e soprattutto una domanda all’INPS entro 60 giorni, pena la perdita del bonus. Con la circolare n. 76 del 14 aprile 2025 l’Istituto ha fornito le prime indicazioni operative e ha annunciato che la data di apertura del servizio sarà comunicata con un successivo messaggio. Il bonus non passa dall’azienda, ma informare per tempo i dipendenti che diventano genitori evita che qualcuno perda il contributo per una scadenza mancata.
11 Aprile 2025
Nei ristoranti, negli alberghi e nei bar le mance non arrivano più solo in contanti nel barattolo accanto alla cassa. Sempre più spesso passano dal POS, entrano nel conto dell’azienda e vanno riversate ai dipendenti in busta paga. Da qui nasce la regola introdotta dalla legge di bilancio 2023 e ampliata dalla legge di bilancio 2025: le mance sono reddito di lavoro dipendente, ma con un’imposta sostitutiva del 5% entro limiti precisi. Dal 2025 le soglie sono più ampie: 75.000 euro di reddito e 30% di limite. Il punto delicato non è l’aliquota, ma la gestione: verificare i requisiti, calcolare il limite del 30% e tracciare correttamente somme che non passano dai contributi.
3 Aprile 2025
Il codice ATECO sembra un dettaglio da visura camerale, ma nella gestione del personale ricorre più spesso di quanto si pensi: nelle comunicazioni di assunzione, nelle denunce contributive, nella Certificazione Unica, nell’inquadramento INPS e nelle norme che riservano agevolazioni a determinati settori, dal turismo alla ristorazione. Con l’ATECO 2025 l’ISTAT ha rivisto la classificazione per allinearla a quella europea, e dal 1° aprile 2025 le Camere di commercio assegnano d’ufficio i nuovi codici. Non sempre però la ricodifica automatica descrive bene l’attività effettiva. Vale la pena verificarla subito, perché un codice sbagliato può incidere su adempimenti e incentivi.
12 Marzo 2025
Terremoti, alluvioni e frane non sono più eventi eccezionali, e il loro costo non può restare solo a carico dello Stato. Per questo la legge di bilancio 2024 ha introdotto per quasi tutte le imprese l’obbligo di assicurare contro le catastrofi naturali i beni che usano per lavorare: capannoni, uffici, impianti, macchinari e attrezzature. La scadenza, inizialmente fissata a fine 2024, è stata spostata al 31 marzo 2025, e con il decreto ministeriale n. 18 del 30 gennaio 2025, in vigore dal 14 marzo, sono arrivate le regole operative su coperture, scoperti e massimali. Mancano poche settimane: chi non ha ancora una polizza conforme deve muoversi subito con il proprio assicuratore.
16 Dicembre 2024
La trasferta è uno di quegli istituti che sembrano semplici finché non arriva una verifica. Poi si scopre che l’indennità è stata erogata sopra soglia senza tassare l’eccedenza, che i rimborsi chilometrici dentro il comune non erano esenti, che le note spese sono un plico di scontrini senza data certa e che qualche pagamento è stato fatto in contanti. Da quando la tracciabilità è diventata condizione per la deduzione del costo e per la non imponibilità del rimborso, il margine di improvvisazione si è chiuso. Vediamo il quadro completo: che cosa è davvero una trasferta, quanto si può rimborsare senza tassare, che cosa deduce l’impresa e quali documenti vanno conservati.
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