In breve
- Il premio di risultato è collettivo, legato a incrementi aziendali misurabili e previsto da un accordo aziendale o territoriale.
- Per il triennio 2025-2027 è tassato con imposta sostitutiva del 5%, al posto del 10% ordinario, entro 3.000 euro l’anno (legge 207/2024).
- Servono un reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente fino a 80.000 euro e il deposito telematico dell’accordo entro 30 giorni.
- L’MBO premia obiettivi individuali fissati per lettera: IRPEF ordinaria e contributi pieni.
- Il premio di risultato convertito in welfare è esente da imposte e contributi, nei limiti previsti dall’art. 51 TUIR.
- Con il coinvolgimento paritetico dei lavoratori, sconto di 20 punti sui contributi a carico azienda su una quota di premio fino a 800 euro.
Premiare chi porta risultati si può fare in due modi, e la differenza non è solo di nome. Il premio di risultato è uno strumento collettivo: nasce da un accordo sindacale, misura il miglioramento dell’azienda e, se rispetta le regole, gode di una tassazione di favore. L’MBO è uno strumento individuale: fissa obiettivi alla singola persona con una lettera e segue la tassazione ordinaria. La differenza è concreta: fino al 2027 il premio di risultato sconta un’imposta del 5% entro 3.000 euro, mentre un MBO di pari importo può perdere oltre un terzo del valore tra IRPEF e addizionali. Vediamo requisiti, rischi e numeri per scegliere lo strumento giusto, o per combinarli.
Due strumenti, due obiettivi
I premi di risultato, spesso chiamati premi di produzione, sono somme variabili riconosciute ai dipendenti in base al miglioramento di parametri aziendali: produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Coinvolgono la platea dei lavoratori prevista dall’accordo, senza legare il premio alla prestazione del singolo.
L’MBO (Management by Objectives) è un sistema di incentivazione individuale. Si usa di solito per manager, responsabili di area e profili specialistici, a cui l’azienda assegna traguardi specifici legati al ruolo. Non richiede un accordo sindacale: si regola con lettere di assegnazione o regolamenti interni.
| Strumento | Esempi di obiettivi |
|---|---|
| Premio di risultato | Aumento del 5% dei pezzi prodotti in un reparto, miglioramento dell’EBITDA rispetto all’anno precedente, riduzione del tasso di non conformità |
| MBO | Raggiungimento del budget di vendita annuale, chiusura di un progetto strategico entro una data, apertura di nuovi mercati o clienti |
Il premio di risultato: requisiti per la tassazione agevolata
La disciplina è nell’art. 1, commi 182 e seguenti, della legge 208/2015 e nel decreto interministeriale 25 marzo 2016. Per applicare l’imposta sostitutiva servono tutte queste condizioni:
- un contratto collettivo aziendale o territoriale (art. 51, D.Lgs. 81/2015), firmato con RSA o RSU oppure a livello territoriale; le aziende senza rappresentanze possono recepire l’accordo territoriale del proprio settore;
- obiettivi incrementali, misurabili e verificabili rispetto a un periodo precedente congruo, con criteri di misurazione indicati nell’accordo;
- un premio di importo variabile, non garantito a prescindere dai risultati;
- dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euro;
- il deposito telematico dell’accordo entro 30 giorni dalla sottoscrizione, con la dichiarazione di conformità prevista dal decreto del 2016.
Deposito e tempistica: i due errori più frequenti
Senza deposito l’agevolazione non si applica, anche se il premio è pagato correttamente. Il secondo errore riguarda i tempi: l’accordo deve essere firmato quando il risultato è ancora incerto. Un premio agganciato a obiettivi già raggiunti o già noti al momento della firma non ha natura incrementale e non è agevolabile. Anche le integrazioni che fissano nuovi obiettivi per gli anni successivi vanno depositate.
Come è cambiata la tassazione
| Anni di erogazione | Imposta sostitutiva | Limite annuo agevolabile |
|---|---|---|
| 2017-2022 | 10% | 3.000 euro |
| 2023-2024 | 5% | 3.000 euro |
| 2025-2027 | 5% | 3.000 euro |
| Dal 2028, salvo proroghe | 10% | 3.000 euro |
Il limite si riferisce al lavoratore e all’anno, anche se percepisce premi da più datori, e si calcola sull’imponibile al netto dei contributi a suo carico. Conta la data di pagamento, tenendo conto che quanto pagato entro il 12 gennaio si imputa all’anno precedente. Lo stesso regime vale per le somme erogate come partecipazione agli utili.
Il coinvolgimento paritetico dei lavoratori
Se l’accordo prevede il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, secondo i criteri dell’art. 4 del decreto 25 marzo 2016, l’art. 55 del D.L. 50/2017 riconosce un vantaggio contributivo su una quota di premio non superiore a 800 euro: l’aliquota IVS a carico dell’azienda si riduce di 20 punti e su quella quota non sono dovuti i contributi del lavoratore. Il coinvolgimento va disciplinato nell’accordo e deve essere effettivo, ad esempio con gruppi di lavoro paritetici su processi e obiettivi.
L’MBO: obiettivi individuali, tassazione ordinaria
L’MBO si definisce su base individuale, con lettere di assegnazione, patti nel contratto o regolamenti interni. Non servono rappresentanze sindacali né deposito. Proprio perché premia la prestazione del singolo e non un miglioramento collettivo, le somme sono soggette a IRPEF ordinaria, addizionali e contributi come la retribuzione.
La lettera di assegnazione è il documento che regge tutto il sistema e va scritta con cura. Deve indicare obiettivi, pesi, soglie di raggiungimento, periodo di riferimento, tempi e modalità di pagamento, e cosa succede in caso di cessazione del rapporto o di lunghe assenze. Obiettivi assegnati in ritardo, formulati in modo vago o lasciati alla discrezionalità dell’azienda espongono a contestazioni e richieste di risarcimento.
Un MBO dentro l’accordo collettivo
Una parte della retribuzione variabile dei responsabili può essere ricondotta a un premio di risultato agevolato solo se è disciplinata da un accordo aziendale depositato, se il premio matura in base a parametri aziendali incrementali e se i criteri individuali servono al più per ripartirlo. Una lettera MBO rinominata premio di risultato non basta: la qualificazione va verificata caso per caso.
Conversione in welfare
Se l’accordo lo prevede, il lavoratore può scegliere di ricevere il premio di risultato, in tutto o in parte, in beni e servizi di welfare dell’art. 51 TUIR (comma 184, legge 208/2015). L’importo convertito non concorre al reddito ed è escluso dai contributi, nei limiti delle singole voci. I versamenti a fondi pensione e fondi sanitari che derivano dalla conversione non si calcolano nei limiti ordinari di deducibilità.
La conversione opera entro il limite di 3.000 euro previsto per il premio: la quota pagata in denaro e quella convertita concorrono allo stesso tetto. Le indicazioni operative sono nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E/2016, n. 5/E/2018, n. 23/E/2023 e n. 5/E/2024.
L’MBO invece non gode di questa possibilità: se il lavoratore sceglie di ricevere l’incentivo in servizi di welfare, si tratta di retribuzione sostituita e l’importo resta imponibile ai fini fiscali e contributivi.
Un confronto in cifre
Ipotesi: premio lordo di 3.000 euro, contributi a carico del lavoratore del 9,19%, dipendente nello scaglione IRPEF del 35%. Stima indicativa, addizionali regionali e comunali escluse.
| Voce | Premio in denaro | Premio in welfare | MBO |
|---|---|---|---|
| Contributi lavoratore | 275,70 euro | 0 | 275,70 euro |
| Imponibile fiscale | 2.724,30 euro | 0 | 2.724,30 euro |
| Imposta | 136,22 euro (5%) | 0 | 953,51 euro (35%) |
| Valore per il dipendente | 2.588,08 euro | 3.000,00 euro | 1.770,79 euro |
| Contributi a carico azienda | Ordinari | Non dovuti | Ordinari |
Il riepilogo
| Aspetto | Premio di risultato | MBO |
|---|---|---|
| Logica | Collettiva, miglioramento aziendale | Individuale, obiettivi del singolo |
| Fonte | Accordo aziendale o territoriale depositato | Lettera di assegnazione o regolamento interno |
| Tassazione 2025-2027 | 5% entro 3.000 euro | IRPEF ordinaria e addizionali |
| Contributi | Ordinari, con sconto se c’è coinvolgimento paritetico | Ordinari |
| Welfare | Conversione esente entro il limite di 3.000 euro | Possibile, ma imponibile |
Cosa fare adesso
- Verificate l’accordo: obiettivi incrementali, criteri di misurazione, data di firma e ricevuta di deposito.
- Controllate i premi pagati nel 2025: aliquota del 5% entro 3.000 euro e tassazione ordinaria sull’eccedenza.
- Accertate il reddito dell’anno precedente di ogni beneficiario, chiedendo le CU se ha avuto altri datori di lavoro.
- Offrite la conversione in welfare se l’accordo la prevede, con un regolamento chiaro e tempi di scelta definiti.
- Rileggete le lettere MBO: obiettivi, pesi, scadenze e regole in caso di cessazione o assenza.
- Valutate di spostare parte del variabile su un premio di risultato collettivo, sfruttando l’aliquota del 5% fino al 2027.
- Programmate i rinnovi: dal 2028, salvo proroghe, l’aliquota torna al 10%.
Domande frequenti
Possiamo prevedere il premio di risultato solo per alcuni reparti?
Sì, l’accordo può individuare platee e parametri distinti, ad esempio per reparto o unità produttiva, purché basati su criteri oggettivi e collettivi. Resta indispensabile che il premio sia legato a incrementi misurabili e che l’accordo sia depositato entro 30 giorni.
Il limite di 3.000 euro vale per azienda o per lavoratore?
Per lavoratore e per anno. Se nello stesso anno il dipendente riceve premi di risultato da più datori di lavoro, il tetto agevolabile complessivo resta di 3.000 euro, calcolato al netto dei contributi a suo carico.
Non abbiamo RSU: possiamo detassare il premio?
Sì. Le aziende senza rappresentanze sindacali possono applicare il premio previsto da un accordo territoriale del proprio settore, recependolo con le modalità indicate dall’accordo stesso. Anche in questo caso il premio deve essere legato a obiettivi incrementali e documentati.
Il limite di 3.000 euro comprende anche la parte convertita in welfare?
Sì. La conversione in welfare opera nel limite previsto per il premio di risultato: quota in denaro e quota convertita concorrono allo stesso tetto di 3.000 euro. Oltre il limite il premio segue la tassazione ordinaria.
Un MBO convertito in welfare diventa esente?
No. La conversione esente è riservata al premio di risultato previsto da un accordo collettivo. Un MBO trasformato in servizi di welfare resta retribuzione sostituita ed è imponibile ai fini fiscali e contributivi.
Un dirigente può ricevere il premio di risultato al 5%?
Sì, se rientra nella platea dell’accordo e se nell’anno precedente il suo reddito da lavoro dipendente non ha superato 80.000 euro. Oltre quella soglia il premio è tassato in modo ordinario, come un MBO.





