In breve
- I fringe benefit (art. 51, comma 3, TUIR) sono esenti fino a 1.000 euro l’anno, 2.000 euro con figli fiscalmente a carico, per il periodo 2025-2027.
- La soglia funziona a tutto o niente: se viene superata anche di pochi euro, diventa imponibile l’intero valore.
- Il welfare aziendale (art. 51, comma 2, TUIR) non ha un tetto complessivo, ma deve essere rivolto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee.
- I buoni pasto elettronici sono esenti fino a 8 euro al giorno, quelli cartacei fino a 4 euro.
- Il premio di risultato previsto da un accordo collettivo si può convertire in welfare esente entro 3.000 euro l’anno.
- Il welfare dato a singoli nominativi o al posto della retribuzione perde l’esenzione.
Buoni carburante, rimborso delle bollette, retta dell’asilo nido, fondo sanitario, abbonamento al bus: per il dipendente sono tutti benefit, per il fisco no. Il TUIR li divide in due famiglie con logiche quasi opposte. I fringe benefit si possono riconoscere anche a una sola persona, ma sono esenti solo entro una soglia annua che, se superata, rende imponibile tutto. Il welfare aziendale non ha un tetto complessivo, ma perde l’esenzione se non è rivolto a tutti o a categorie omogenee, oppure se prende il posto dello stipendio. Dal 2025 la legge di bilancio ha alzato per tre anni le soglie dei fringe benefit, ha introdotto un tetto speciale per i neoassunti che si trasferiscono e ha confermato l’imposta al 5% sui premi di risultato, che si possono anche convertire in welfare. Vediamo come usare correttamente le due leve senza trasformare un vantaggio in un costo.
Due strumenti, due logiche
La distinzione non è teorica: da essa dipendono chi può ricevere il benefit, come va formalizzato e cosa succede se si sbaglia.
| Aspetto | Fringe benefit | Welfare aziendale |
|---|---|---|
| Norma | Art. 51, comma 3, TUIR | Art. 51, comma 2, TUIR |
| Destinatari | Anche il singolo dipendente | Generalità dei dipendenti o categorie omogenee |
| Formalizzazione | Decisione unilaterale, regolamento o accordo | Regolamento, accordo o contratto collettivo |
| Esenzione | Entro una soglia annua complessiva | Nessun tetto complessivo, limiti per alcune voci |
| Se si sfora | Imponibile l’intero importo | Imponibile solo l’eccedenza della singola voce |
| Finalità | Integrare la retribuzione, premiare | Benessere, famiglia, conciliazione vita-lavoro |
Fringe benefit: cosa sono e quali soglie valgono nel 2025
I fringe benefit sono beni e servizi concessi al dipendente, direttamente o tramite terzi, in connessione con il rapporto di lavoro. Si possono attribuire ad personam, anche con criteri meritocratici, senza coinvolgere il resto dell’organico. Rientrano, ad esempio:
- buoni acquisto, buoni spesa e buoni carburante;
- pagamento o rimborso delle utenze domestiche di acqua, luce e gas;
- rimborso dell’affitto o degli interessi del mutuo sulla prima casa;
- auto aziendale in uso promiscuo, per il valore convenzionale;
- telefoni, computer e altri beni concessi anche per uso personale.
La soglia ordinaria dell’art. 51, comma 3, TUIR è di 258,23 euro. La legge 207/2024 (legge di bilancio 2025) l’ha innalzata per il triennio 2025-2027.
| Dipendente | Soglia annua | Condizioni |
|---|---|---|
| Generalità dei dipendenti | 1.000 euro | Nessuna condizione particolare |
| Con figli fiscalmente a carico | 2.000 euro | Dichiarazione al datore con i codici fiscali dei figli. Spetta per intero a ciascun genitore se il figlio è a carico di entrambi |
| Neoassunti 2025 trasferiti | fino a 5.000 euro | Assunzione a tempo indeterminato nel 2025, trasferimento di residenza oltre 100 km, reddito 2024 fino a 35.000 euro. Solo per canoni di locazione e manutenzione della casa in affitto, nei primi due anni di rapporto |
La soglia è a tutto o niente
Il limite non è una franchigia. Se il valore complessivo dei fringe benefit del periodo d’imposta supera 1.000 o 2.000 euro anche di poco, l’intero importo concorre al reddito, sia ai fini fiscali sia contributivi. Il caso tipico è il buono natalizio di dicembre che fa sforare una soglia già quasi raggiunta con carburante e bollette. Tenete un conteggio per dipendente durante l’anno e valutate il conguaglio prima dell’ultima erogazione.
Come si calcola il valore
Il fringe benefit si valorizza al valore normale (art. 9 TUIR): per beni e servizi acquistati da terzi, il prezzo di mercato. Per i beni prodotti o i servizi erogati dall’azienda, dopo il D.Lgs. 192/2024 si usa il prezzo mediamente praticato dallo stesso datore nel medesimo stadio di commercializzazione o, in mancanza, il costo sostenuto. Per le auto in uso promiscuo resta il calcolo convenzionale dell’art. 51, comma 4, TUIR.
Welfare aziendale: nessun tetto, ma regole precise
Le opere, i servizi e le somme indicati nell’art. 51, comma 2, TUIR non concorrono al reddito di lavoro dipendente senza una soglia complessiva. Due condizioni però sono irrinunciabili: il piano deve essere messo a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie omogenee (tutti gli operai, tutti i turnisti, un determinato livello) e non può essere offerto in sostituzione della retribuzione. Alcune voci hanno limiti propri.
| Benefit | Limite di esenzione | Riferimento |
|---|---|---|
| Buoni pasto elettronici | 8 euro al giorno | Art. 51, c. 2, lett. c) TUIR |
| Buoni pasto cartacei | 4 euro al giorno | Art. 51, c. 2, lett. c) TUIR |
| Assistenza sanitaria integrativa | 3.615,20 euro l’anno | Art. 51, c. 2, lett. a) TUIR |
| Previdenza complementare | 5.164,57 euro l’anno | Art. 10, c. 1, lett. e-bis) TUIR; art. 8, D.Lgs. 252/2005 |
| Azioni ai dipendenti | 2.065,83 euro l’anno | Art. 51, c. 2, lett. g) TUIR |
| Trasporto pubblico | Nessun limite | Art. 51, c. 2, lett. d-bis) TUIR |
| Istruzione ed educazione dei figli | Nessun limite | Art. 51, c. 2, lett. f-bis) TUIR |
| Assistenza a familiari anziani o non autosufficienti | Nessun limite | Art. 51, c. 2, lett. f-ter) TUIR |
| Polizze long term care e gravi patologie | Nessun limite | Art. 51, c. 2, lett. f-quater) TUIR |
| Servizi di educazione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto | Nessun limite | Art. 51, c. 2, lett. f) TUIR |
Sui contributi versati dall’azienda a fondi sanitari e di previdenza complementare è dovuto all’INPS il contributo di solidarietà del 10%, a carico del datore: va messo nel conto quando si confronta il costo delle diverse soluzioni. Per le voci con un limite, il superamento rende imponibile solo l’eccedenza.
Regolamento unilaterale o accordo: cambia la deducibilità per l’azienda
Per il dipendente l’esenzione dei servizi della lettera f) vale sia che il piano sia volontario sia che derivi da un obbligo negoziale. Per l’azienda invece la differenza pesa. Se il welfare è concesso con un regolamento unilaterale volontario, il costo è deducibile solo nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro (art. 100 TUIR). Se deriva da un contratto, accordo o regolamento che costituisce un obbligo negoziale, è deducibile integralmente (art. 95 TUIR).
Il welfare non può sostituire lo stipendio
Un piano welfare offerto come alternativa a una parte della retribuzione, o riservato a dipendenti scelti per nome, esce dall’art. 51, comma 2. Il benefit diventa un normale fringe benefit: concorre alla soglia di 1.000 o 2.000 euro e, se la soglia viene superata, è imponibile per intero. L’unica sostituzione ammessa dalla legge è la conversione del premio di risultato.
Premio di risultato convertito in welfare
Quando l’accordo aziendale o territoriale lo prevede, il dipendente può scegliere di ricevere il premio di risultato in beni e servizi di welfare anziché in denaro (art. 1, commi 182-184, legge 208/2015). In questo caso l’importo convertito non sconta né imposte né contributi, nei limiti previsti per le singole voci.
Per il triennio 2025-2027 la legge 207/2024 ha confermato l’imposta sostitutiva al 5% sui premi di risultato, entro 3.000 euro l’anno per i dipendenti con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente fino a 80.000 euro. Lo stesso limite vale per la conversione in welfare. I contributi a fondi pensione e fondi sanitari derivanti dalla conversione non si calcolano nei limiti di 5.164,57 e 3.615,20 euro.
Cosa fare adesso
- Mappate i benefit erogati nel 2025 per ogni dipendente, separando quelli del comma 3 (fringe benefit) da quelli del comma 2 (welfare).
- Raccogliete le dichiarazioni sui figli fiscalmente a carico, con i codici fiscali, prima di superare i 1.000 euro.
- Controllate la soglia prima delle erogazioni di fine anno: un buono in più può rendere imponibile tutto quanto dato da gennaio.
- Rileggete il regolamento welfare: destinatari per categorie omogenee, nessun nominativo, nessuna alternativa allo stipendio.
- Valutate un accordo al posto del regolamento volontario, per rendere il costo integralmente deducibile.
- Preferite i buoni pasto elettronici: la quota esente è di 8 euro al giorno contro i 4 dei cartacei.
- Pianificate la conversione del premio di risultato entro il limite di 3.000 euro, verificando che l’accordo la preveda.
Domande frequenti
Possiamo dare un buono carburante a un solo dipendente?
Sì. È un fringe benefit e può essere attribuito anche ad personam. È esente se, sommato agli altri fringe benefit dell’anno, non supera 1.000 euro, oppure 2.000 euro se il dipendente ha figli fiscalmente a carico e ve lo ha dichiarato.
Se superiamo la soglia di 50 euro, si tassano solo i 50 euro?
No. Per i fringe benefit la soglia non è una franchigia: superandola diventa imponibile l’intero valore erogato nell’anno, sia ai fini fiscali sia contributivi. Per questo conviene monitorare i totali prima di ogni nuova erogazione.
Il rimborso delle bollette e dell’affitto rientra nella soglia?
Sì. Per il triennio 2025-2027 tra i fringe benefit esenti rientrano anche le somme per le utenze domestiche di acqua, luce e gas, per l’affitto e per gli interessi del mutuo sulla prima casa, sempre dentro la soglia di 1.000 o 2.000 euro.
Possiamo riservare il piano welfare solo ai quadri?
Sì, se il piano è rivolto a tutti i quadri, perché si tratta di una categoria omogenea. Non è possibile invece scegliere i beneficiari per nome: in quel caso il welfare perde l’esenzione e segue le regole dei fringe benefit.
Un dipendente ci chiede welfare al posto di un aumento: si può fare?
Non con l’esenzione. Il welfare offerto in sostituzione della retribuzione diventa imponibile. L’unica eccezione prevista dalla legge è la conversione del premio di risultato, che deve essere prevista da un accordo aziendale o territoriale.
Entrambi i genitori possono avere la soglia di 2.000 euro?
Sì. Secondo l’Agenzia delle Entrate la soglia maggiorata spetta per intero a ciascun genitore lavoratore dipendente, anche con un solo figlio, purché sia fiscalmente a carico di entrambi. Ogni genitore deve rilasciare la propria dichiarazione al datore di lavoro.
I buoni pasto sono obbligatori?
No. Il buono pasto è dovuto solo se previsto dal contratto collettivo o da un accordo aziendale. La quota esente è di 8 euro al giorno per i buoni elettronici e di 4 euro per quelli cartacei. La parte eccedente è imponibile.





