In breve
- Dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 alle ore 16:00 del 31 marzo 2027 si presentano le domande sull’avviso pubblico gestito da Unioncamere per la certificazione UNI/PdR 192:2026
- Due linee: voucher di assistenza tecnica fino a 2.459,01 euro (massimo 6 giornate) e contributo fino a 12.000 euro per i costi della prima certificazione
- Dotazione complessiva 7,5 milioni di euro, di cui il 60% riservato a micro, piccole e medie imprese; aiuti in regime de minimis
- Procedura a sportello con istruttoria in ordine cronologico di presentazione: la chiusura può essere anticipata per esaurimento fondi
- Serve almeno un dipendente, DURC regolare e il superamento di un test di autovalutazione online attivo dal 21 settembre 2026
- I percorsi ammessi vanno conclusi entro il 30 giugno 2027
- La stessa certificazione apre all’esonero contributivo dell’art. 6 del D.L. 62/2026, che però attende ancora il decreto attuativo
Dal 21 settembre 2026 le imprese possono chiedere un contributo pubblico per certificarsi secondo la UNI/PdR 192:2026, la prassi di riferimento sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro. L’avviso è promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Unioncamere come soggetto attuatore, e mette a disposizione 7,5 milioni di euro.
L’interesse per le aziende non si esaurisce nel contributo. La stessa certificazione è il presupposto dell’esonero contributivo introdotto dal cosiddetto Decreto Lavoro: due misure distinte, con tempi e condizioni diversi, che conviene tenere separate per non costruire aspettative sbagliate.
Che cos’è la UNI/PdR 192:2026
La UNI/PdR 192:2026 – “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Requisiti per il benessere delle famiglie” – è una prassi di riferimento pubblicata da UNI nell’aprile 2026. Non è una norma di legge né una norma UNI in senso proprio: è un documento tecnico che fissa i requisiti di un sistema di gestione aziendale dedicato alle politiche su genitorialità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare e continuità professionale, con indicatori di prestazione misurabili e un processo di valutazione di conformità da parte di un organismo terzo.
La certificazione è quindi volontaria e viene rilasciata da un Organismo di Certificazione (OdC) accreditato e iscritto nell’apposito elenco, all’esito di un audit.
Le due linee di intervento
Voucher per assistenza tecnica e accompagnamento
La prima linea finanzia il percorso che porta al sistema di gestione: analisi dei processi, individuazione degli scostamenti rispetto ai requisiti della prassi, adattamento della documentazione, implementazione del sistema, redazione del piano aziendale, definizione e monitoraggio degli indicatori, pre-verifica della conformità.
Il contributo massimo per impresa è di 2.459,01 euro al netto dell’IVA, corrispondenti a un massimo di 6 giornate di assistenza valorizzate 409,84 euro ciascuna.
Contributo per la prima certificazione
La seconda linea copre i costi dell’audit di certificazione. Sono ammissibili esclusivamente i servizi relativi al rilascio della prima certificazione – esame della domanda, verifica documentale, verifica in sede, osservazione diretta dell’attività e rilascio del certificato. Restano esclusi pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo.
Il contributo è pari a un massimo di 1.200,00 euro al netto dell’IVA per ogni giornata di audit, importo omnicomprensivo di competenze e spese dell’organismo di certificazione. Il tetto complessivo è parametrato al numero di addetti equivalenti coinvolti nei processi più critici del sistema di gestione – non al totale dei dipendenti – e alle giornate di audit previste. Gli importi eccedenti restano a carico dell’impresa.
| Addetti equivalenti | Giornate di audit | Contributo massimo (netto IVA) |
|---|---|---|
| Da 1 a 5 | 1,5 | 1.800,00 euro |
| Da 5,1 a 10 | 2 | 2.400,00 euro |
| Da 10,1 a 15 | 2,5 | 3.000,00 euro |
| Da 15,1 a 25 | 3 | 3.600,00 euro |
| Da 25,1 a 45 | 4 | 4.800,00 euro |
| Da 45,1 a 65 | 5 | 6.000,00 euro |
| Da 65,1 a 85 | 6 | 7.200,00 euro |
| Da 85,1 a 125 | 7 | 8.400,00 euro |
| Da 125,1 a 175 | 8 | 9.600,00 euro |
| Da 175,1 a 249 | 9 | 10.800,00 euro |
| Oltre 250 | 10 | 12.000,00 euro |
Il contributo per la certificazione non viene erogato all’impresa: al rilascio del certificato è liquidato direttamente da Unioncamere all’organismo di certificazione. Non sono finanziabili i costi di mantenimento della certificazione; le imprese già in possesso della certificazione per la parità di genere o dello standard Family Audit possono ottenere un incremento fisso del contributo per i relativi costi di sorveglianza.
Le due linee sono cumulabili
Ogni impresa può essere beneficiaria delle agevolazioni per ciascuna tipologia di servizio: voucher di accompagnamento e contributo per la certificazione possono quindi essere richiesti entrambi. I contributi sono concessi nel rispetto del regolamento sugli aiuti de minimis, con i conseguenti riflessi sul massimale triennale dell’impresa unica.
Chi può accedere
I requisiti devono sussistere alla data di presentazione della domanda e permanere fino all’erogazione dei servizi:
- almeno un dipendente regolarmente assunto;
- partita IVA attiva e sede legale o operativa in Italia, oppure domicilio fiscale in Italia per i titolari di sola partita IVA non iscritti al Registro delle Imprese;
- pieno e libero esercizio dei diritti, senza procedure concorsuali in corso né liquidazione volontaria;
- regolarità amministrativa, contributiva e previdenziale attestata dal DURC;
- rispetto degli obblighi in materia di assunzioni obbligatorie e collocamento mirato, ove applicabili;
- rispetto delle norme in materia di lavoro, prevenzione infortuni e tutela dell’ambiente;
- trasmissione del rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, per le imprese che occupano più di 50 dipendenti;
- stipula delle coperture assicurative contro i danni da eventi catastrofali, per le aziende tenute.
Due requisiti che spesso bloccano la domanda
Il DURC deve essere regolare non solo al momento della domanda ma fino all’erogazione: una irregolarità contributiva sopravvenuta durante il percorso pregiudica il contributo. Per le imprese sopra i 50 dipendenti va inoltre verificato l’avvenuto invio del rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile (art. 46 del D.Lgs. 198/2006): è un adempimento che in molte aziende viene trascurato e qui diventa condizione di accesso.
Come si presenta la domanda
La procedura è interamente telematica. Prima della domanda l’impresa compila online un test di autovalutazione (pre-screening) che misura il grado di maturità organizzativa sui temi della conciliazione e assegna un punteggio: se la soglia minima non viene raggiunta, il sistema indica gli interventi organizzativi e documentali da introdurre e il test può essere ripetuto. Il pre-screening è attivo dal 21 settembre 2026.
La domanda si presenta poi esclusivamente tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere, che rilascia una ricevuta di presentazione.
| Adempimento | Termine |
|---|---|
| Apertura dello sportello e attivazione del test di autovalutazione | 21 settembre 2026, ore 10:00 |
| Chiusura dello sportello | 31 marzo 2027, ore 16:00, salvo esaurimento anticipato delle risorse |
| Conclusione dei percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi | 30 giugno 2027 |
L’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione. Trattandosi di procedura a sportello con dotazione limitata, la data di invio è un elemento sostanziale e non formale.
Il collegamento con l’esonero contributivo
L’art. 6 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2026, n. 112, riconosce alle aziende in possesso delle certificazioni di cui all’art. 8, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per impresa, nel rispetto della disciplina in materia di aiuti di Stato. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. Le risorse stanziate ammontano a 7 milioni di euro per il 2026 e a 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028, con monitoraggio INPS della spesa.
L’esonero non è ancora fruibile
La misura è subordinata a un decreto interministeriale attuativo – Ministero del Lavoro, di concerto con l’Autorità politica delegata a famiglia, natalità e pari opportunità e con il MEF – che deve stabilire la percentuale effettiva entro il tetto dell’1%, la riparametrazione su base mensile, il periodo di validità della certificazione ai fini del beneficio e le procedure verso l’INPS. Alla data di pubblicazione di questo articolo il decreto non risulta adottato e non sono state diffuse istruzioni operative INPS: l’esonero non può quindi essere esposto in denuncia contributiva.
Va inoltre evitata una confusione ricorrente: la certificazione della parità di genere è la UNI/PdR 125:2022, con un proprio esonero contributivo (art. 5 della legge 162/2021), mentre l’avviso Unioncamere e l’art. 6 del D.L. 62/2026 riguardano la UNI/PdR 192:2026 sulla conciliazione vita-lavoro. Sono standard distinti, con requisiti e benefici propri, che possono coesistere ma non si sostituiscono.
Cosa fare adesso
- Verificate i requisiti formali: DURC, rapporto biennale sul personale se si superano i 50 dipendenti, adempimenti sul collocamento mirato, polizza catastrofale se dovuta.
- Controllate il plafond de minimis dell’impresa unica: il contributo vi rientra e potrebbe saturarlo se sono già state ottenute altre agevolazioni.
- Ricostruite le politiche già in essere su orari, congedi, smart working, welfare e rientri dalla maternità: sono il materiale sul quale si misura il test di autovalutazione.
- Individuate gli addetti equivalenti coinvolti nei processi critici: da quel numero dipendono giornate di audit e tetto del contributo.
- Preparate la domanda per il 21 settembre: con istruttoria cronologica e risorse limitate, presentarsi in ritardo equivale a non presentarsi.
- Programmate i tempi: percorso di accompagnamento e audit devono chiudersi entro il 30 giugno 2027.
Domande frequenti
Il contributo per la certificazione arriva sul conto dell’impresa?
No. Al rilascio della certificazione l’importo è liquidato direttamente dal soggetto attuatore all’organismo di certificazione. L’impresa beneficia della copertura del costo, non di un trasferimento monetario.
Un’impresa con un solo dipendente può partecipare?
Sì. Il requisito minimo è la presenza di almeno un dipendente regolarmente assunto, unitamente agli altri requisiti previsti dall’avviso.
Come si contano gli addetti equivalenti?
Non si considera l’intero organico: vanno conteggiati soltanto gli addetti equivalenti coinvolti nei processi ritenuti più critici nell’ambito del sistema di gestione per la conciliazione. È il parametro che determina giornate di audit e contributo massimo.
Chi è già certificato può chiedere il contributo per il rinnovo?
No. Sono ammissibili i soli servizi per il rilascio della prima certificazione; mantenimento, sorveglianza annuale e rinnovo restano esclusi. Per chi possiede già la certificazione della parità di genere o il Family Audit è previsto un incremento fisso a copertura dei costi di sorveglianza.
Ottenuta la certificazione, l’esonero contributivo è automatico?
No. L’esonero dell’art. 6 del D.L. 62/2026, convertito dalla legge 112/2026, richiede il decreto interministeriale attuativo, che deve fissare misura effettiva, criteri di riparametrazione e procedure verso l’INPS. Fino ad allora la certificazione non produce effetti sulla contribuzione.
Il contributo incide sul plafond de minimis?
Sì. Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis e concorrono quindi al massimale triennale dell’impresa unica, da verificare prima della domanda per evitare il superamento della soglia.





