30 Settembre 2026

Isopensione per chi è nel contributivo: le istruzioni INPS per le aziende

Con la circolare n. 104 del 29 settembre 2026 l'INPS spiega come liquidare l'isopensione e l'assegno straordinario dei Fondi di solidarietà ai lavoratori che hanno iniziato a versare dal 1996. L'importo soglia si verifica alla data di uscita: vediamo cosa cambia per aziende e uffici HR, la scadenza del 30 novembre per l'isopensione a 7 anni e cosa fare prima di firmare l'accordo.

In breve

  • Con la circolare n. 104 del 29 settembre 2026 l’INPS spiega come liquidare isopensione e assegno straordinario dei Fondi di solidarietà ai lavoratori senza contributi prima del 1996.
  • Per questi lavoratori la pensione di vecchiaia a 67 anni e l’anticipata a 64 anni richiedono un importo minimo legato all’assegno sociale: la verifica si fa alla data di uscita, sull’assegno di esodo.
  • Soglie 2026: 546,24 euro al mese se l’esodo accompagna alla vecchiaia; 1.638,72 euro se accompagna all’anticipata a 64 anni, 1.529,47 per le donne con un figlio e 1.420,22 con due o più figli.
  • Durata massima: 48 mesi per l’isopensione, 84 mesi se la prestazione decorre entro il 1° dicembre 2026, cioè con cessazione entro il 30 novembre; 60 mesi per i Fondi di solidarietà.
  • Assegno e contribuzione correlata sono interamente a carico dell’azienda. Verso l’anticipata a 64 anni l’assegno non può superare 5 volte il trattamento minimo.
  • Per i Fondi di solidarietà serve una delibera del Comitato amministratore coerente con la circolare.

Nei piani di esodo con isopensione o con l’assegno straordinario dei Fondi di solidarietà entrano sempre più spesso lavoratori che hanno iniziato a versare dal 1996 in poi. Per loro la pensione si calcola tutta con il sistema contributivo e il diritto dipende anche dall’importo: un dato che si conosce solo al momento del pensionamento, mentre l’azienda deve decidere e firmare l’accordo anni prima. La circolare INPS n. 104 del 29 settembre 2026, condivisa con il Ministero del lavoro, fissa il criterio operativo. Vediamo cosa cambia per aziende e uffici HR e cosa verificare prima di avviare le uscite. Requisiti anno per anno, tabelle ed esempi di calcolo sono nella guida completa su aPensione.

Quali lavoratori riguarda

La circolare si applica ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, cioè con il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996: i cosiddetti contributivi puri. Chi ha contributi anteriori ha di norma una pensione mista, senza soglie di importo, e per lui non cambia nulla.

In un piano di esodo vanno quindi individuati per primi i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dal 1996, spesso dopo lunghi percorsi di studio o esperienze non coperte da contributi. L’estratto conto va letto con attenzione: riscatti e accrediti figurativi riferiti a periodi anteriori al 1996, come laurea, servizio militare o maternità, possono spostare il lavoratore nel sistema misto e cambiare i requisiti.

I due strumenti

IsopensioneAssegno dei Fondi di solidarietà
NormaArt. 4, commi da 1 a 7-ter, L. 92/2012Art. 26 D.Lgs. 148/2015
Chi può usarloDatori con più di 15 dipendenti in media, in caso di eccedenza di personale, con accordo con i sindacati maggiormente rappresentativi a livello aziendaleDatori dei settori coperti da un Fondo di solidarietà bilaterale che prevede l’assegno straordinario, come credito e assicurazioni
Durata massima48 mesi dalla cessazione; 84 mesi per le prestazioni con decorrenza entro il 1° dicembre 202660 mesi dalla cessazione
Chi pagaL’azienda: assegno e contribuzione correlata, con fideiussione bancaria a garanziaL’azienda, tramite il Fondo: assegno e contribuzione correlata

In entrambi i casi la prestazione è chiesta dal datore di lavoro e deve accompagnare il lavoratore, senza soluzione di continuità, fino alla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia o anticipata nella gestione di ultima iscrizione. Nel periodo massimo deve rientrare anche l’eventuale finestra: oggi nessuna per la vecchiaia, tre mesi per l’anticipata.

L’importo soglia si verifica all’uscita

È il cuore della circolare. Età e contributi sono quelli richiesti alla data della pensione, ma la soglia di importo si verifica alla data di accesso all’esodo: l’assegno, calcolato sulla contribuzione maturata fino a quel giorno e con il coefficiente di trasformazione dell’età di quel momento, deve raggiungere la soglia in vigore alla stessa data. Secondo le valutazioni statistico-attuariali dell’INPS, chi raggiunge la soglia all’uscita la raggiungerà anche alla pensione.

L’esodo accompagna aRequisiti 2026Soglia mensile 2026
Pensione di vecchiaia67 anni e 20 anni di contributi546,24 euro (assegno sociale)
Anticipata contributiva64 anni e 20 anni di contribuzione effettiva1.638,72 euro (3 volte l’assegno sociale); 1.529,47 per le donne con un figlio; 1.420,22 con due o più figli
Vecchiaia a 71 anni71 anni e 5 anni di contribuzione effettivaNessuna soglia

Dal 2027 i requisiti salgono di un mese e dal 2028 di tre (67 anni e 3 mesi per la vecchiaia, 64 anni e 3 mesi con 20 anni e 3 mesi di contribuzione per l’anticipata); dal 2029 sono previsti nuovi adeguamenti e dal 2030 il moltiplicatore dell’anticipata passa da 3 a 3,2. L’anticipata ordinaria, con 42 anni e 10 mesi di contributi, per un contributivo puro resta di fatto fuori portata negli esodi di oggi.

Cosa significa per l’azienda

La contribuzione correlata versata durante l’esodo aiuta a raggiungere i 20 anni, ma non entra nella verifica della soglia. E più l’uscita è anticipata, più il coefficiente è basso: con un montante di 150.000 euro l’assegno vale 537,81 euro al mese uscendo a 61 anni, sotto la soglia, e 553,27 euro uscendo a 62. Verso l’anticipata a 64 anni servono montanti importanti: uscendo a 62 anni, da circa 385.000 a 444.000 euro. La tabella del montante minimo per ogni età di uscita è nella guida su aPensione.

Isopensione a 7 anni: la scadenza del 30 novembre

Cessazioni entro il 30 novembre 2026

La durata di 84 mesi vale solo per le isopensioni che decorrono entro il 1° dicembre 2026. Poiché la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla cessazione (circolare INPS n. 119/2013), il rapporto deve cessare entro il 30 novembre. L’INPS valida l’accordo solo per i lavoratori di cui ha verificato i requisiti, quindi i tempi sono stretti. Dopo, salvo proroghe, si torna a 48 mesi: per un contributivo puro che punta alla vecchiaia può voler dire non arrivarci più entro l’esodo.

Per le pensioni che decorreranno dal 2029 i requisiti non sono ancora fissati: nell’accordo conviene lasciare un margine rispetto alla durata massima.

Costi e tetto dell’assegno

Le prestazioni sono finanziate interamente dal datore di lavoro, compresa la contribuzione correlata fino alla pensione. Con l’isopensione l’assegno è pari alla pensione maturata al momento dell’uscita e non riceve la perequazione automatica (circolare INPS n. 119/2013): l’onere si può quindi stimare già in fase di accordo.

Per gli esodi verso l’anticipata a 64 anni c’è anche un tetto: l’art. 1, comma 125, della legge n. 213/2023 limita questa pensione a 5 volte il trattamento minimo, 3.059,25 euro lordi al mese nel 2026, fino all’età della vecchiaia (circolare INPS n. 46/2024). La circolare n. 104 precisa che il limite vale anche per l’assegno di esodo, il cui importo resta cristallizzato per tutto il periodo.

Con il moltiplicatore a 3,2 dal 2030, pari a 1.747,97 euro con l’assegno sociale 2026, la circolare guarda alla soglia richiesta all’uscita ma richiama anche le disposizioni vigenti alla data della pensione: per gli esodi che portano a una pensione dal 2030 conviene verificare anche questo valore e chiederne conferma all’INPS.

Fondi di solidarietà: serve la delibera del Comitato

Per i Fondi di solidarietà bilaterali la circolare chiede un passaggio in più: i Comitati amministratori devono deliberare le ipotesi di accesso alle prestazioni di accompagnamento alla pensione in coerenza con le nuove indicazioni. Prima di firmare un accordo che coinvolge contributivi puri va verificato che il Comitato del proprio Fondo abbia deliberato.

Cosa fare adesso

  1. Mappate i candidati all’esodo e individuate i contributivi puri, cioè chi ha il primo contributo dal 1996, controllando riscatti e accrediti figurativi.
  2. Calcolate la prima decorrenza utile della pensione per ciascuno, con gli aumenti del 2027 e del 2028 e la finestra, e verificate che rientri in 48, 60 o 84 mesi.
  3. Simulate l’assegno alla data di uscita e confrontatelo con la soglia in vigore: se non la raggiunge, valutate un’uscita più tardi o un esodo verso la vecchiaia.
  4. Per l’isopensione a 84 mesi muovetevi subito: accordo sindacale, domanda e validazione dell’INPS prima delle cessazioni, entro il 30 novembre 2026.
  5. Per i Fondi di solidarietà verificate la delibera del Comitato amministratore prima dell’accordo.
  6. Consegnate a ogni lavoratore un prospetto scritto con data di pensione, importo dell’assegno e verifica della soglia.

Un piano di esodo con lavoratori nel contributivo? CECCHINATO HR, insieme ad aPensione, prepara il conteggio completo dell’isopensione: requisiti e data di pensione, assegno mensile, contribuzione correlata e onere complessivo per l’azienda.

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    Domande frequenti

    Quali lavoratori riguarda la circolare n. 104/2026?

    I lavoratori senza anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, con il primo contributo dal 1° gennaio 1996, che vanno in pensione con il sistema contributivo. Chi ha contributi anteriori ha di norma una pensione mista, senza soglie di importo: l’opzione per il contributivo e il computo nella Gestione separata vanno verificati a parte.

    L’importo soglia si verifica alla pensione o all’uscita?

    All’uscita. L’assegno di esodo, calcolato sulla contribuzione maturata fino alla data di accesso e con il coefficiente dell’età di quel momento, deve raggiungere l’assegno sociale in vigore a quella data se l’esodo accompagna alla vecchiaia, oppure 3 volte, 2,8 o 2,6 volte se accompagna all’anticipata a 64 anni.

    La contribuzione correlata conta per la soglia?

    No. Serve a raggiungere i requisiti minimi di contribuzione, per esempio i 20 anni della vecchiaia, e farà crescere la pensione, ma la verifica della soglia considera solo la contribuzione maturata fino all’uscita. Se i 20 anni di contribuzione effettiva richiesti per l’anticipata a 64 anni vanno completati con la correlata, conviene una verifica preventiva con l’INPS.

    Fino a quando si può usare l’isopensione a 7 anni?

    Per le prestazioni con decorrenza entro il 1° dicembre 2026, quindi con cessazione del rapporto entro il 30 novembre. Dopo, salvo proroghe, la durata massima torna a 48 mesi. L’assegno dei Fondi di solidarietà ha invece un limite di 60 mesi.

    Quali costi sostiene l’azienda?

    L’assegno mensile per tutta la durata dell’esodo e la contribuzione correlata fino alla pensione. Con l’isopensione l’assegno è pari alla pensione maturata all’uscita, senza perequazione, e il datore di lavoro presenta una fideiussione bancaria a garanzia; con i Fondi l’onere passa attraverso il Fondo.

    Cosa cambia per i Fondi di solidarietà?

    Le regole su requisiti e verifica della soglia sono le stesse, con una durata massima di 60 mesi. I Comitati amministratori devono però deliberare le ipotesi di accesso in coerenza con la circolare: va verificato prima di firmare l’accordo.

    Dove trovo requisiti e tabelle complete?

    Nella guida completa su aPensione: requisiti dal 2026 al 2028, tabella del montante minimo per ogni età di uscita, esempi di calcolo e domande frequenti per i lavoratori.

    La scheda completa in PDFScarica o stampa l'articolo.
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